Quattrocento abitanti, in provincia de L’Aquila: un piccolo gioiello incastonato nel cuore dell’Abruzzo. Ancora oggi sono visibili tracce delle antiche mura fortificate e della necropoli, che richiamano i centri italici. Seguono i segni dell’epoca romana, le invasioni barbariche e la celebre leggenda dei cinquanta rintocchi, che riporta al 1600, quando Fontecchio subì un assedio di 50 giorni da parte delle truppe spagnole. La vicenda si concluse quando la marchesa Corvi, dal palazzo in cui abitava, sparò un colpo di spingarda che colpì il capo degli assalitori, ponendo fine all’assedio. Furono i rintocchi dell’orologio della Torre – ancora oggi simbolo del paese – a diffondere la notizia della liberazione tra gli abitanti.
Fontecchio non è sfuggito ai danni del sisma del 2009, che tuttavia ha risparmiato i simboli più preziosi del borgo: le porte, i castelli e la splendida fonte trecentesca, che merita una visita. All’interno del Parco Sirente-Velino è in corso un progetto di rigenerazione attraverso case-bottega da affittare a prezzi accessibili a chi desidera lasciare la città per ritirarsi in un angolo di mondo autentico e suggestivo. Il paese partecipa inoltre a un progetto europeo che coinvolge università spagnole, francesi, greche e belghe.
