La qualità delle acque come biglietto da visita della regione
Decollata il primo maggio e destinata a concludersi il 20 settembre, la stagione balneare marchigiana punta su controlli rafforzati e su una gestione attenta del litorale per tutelare i bagnanti. La qualità delle acque diventa così un biglietto da visita fondamentale, soprattutto in un periodo in cui l’aumento dei costi di trasporto e dei beni, legato alle tensioni sui rifornimenti di carburante dal Medio Oriente, favorisce il turismo di prossimità.
Protagonista della strategia regionale 2026 è l’Arpam, incaricata di monitorare costantemente le acque marine lungo i 169 km di costa. Un impegno che durerà oltre quattro mesi e che punta a garantire sicurezza, benessere e valorizzazione di uno dei patrimoni ambientali più importanti della regione.
La prima classificazione Arpam offre un quadro molto positivo: su 1.750 campioni analizzati, oltre il 96% delle acque risulta eccellente. Ascoli Piceno guida la graduatoria, seguita da Ancona (98,49%), Pesaro e Urbino (96,87%), Fermo (96,52%) e Macerata (87,61%). Le criticità, pari allo 0,55% e concentrate per circa 900 metri di litorale, si trovano soprattutto vicino alle foci dei fiumi, dove le precipitazioni possono influire temporaneamente sulla qualità.
Buoni anche i dati relativi ai laghi Borgiano, Castreccioni di Cingoli e Fiastrone, in provincia di Macerata, e al fiume Castellano nell’Ascolano: su 7,6 km di tratti balneabili, oltre 7 km sono classificati eccellenti. A orientare le nuove strategie contribuiscono però anche i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi. “Con questa scelta – afferma l’assessore all’Ambiente Tiziano Consoli – consolidiamo un sistema di monitoraggio tra i più avanzati a livello nazionale, consapevoli di una sfida sempre più complessa”.
Le piogge intense, anche se brevi, possono infatti rendere temporaneamente non balneabili alcuni tratti costieri: nel 2025 gli eventi estremi hanno portato alla chiusura di 77 zone. La crescente frequenza di fenomeni legati al clima rende più fragile l’equilibrio dei sistemi litoranei e impone strategie di prevenzione più solide. “Per questo – aggiunge Consoli – stiamo rafforzando controlli e misure di tutela, puntando su una gestione accurata del territorio”.
Per il 2026 sono state individuate 253 acque di balneazione, organizzate in 33 aree omogenee per una gestione più efficace. Tra le novità, una nuova area a Potenza Picena e l’aggiornamento di altre zone in base alle condizioni ambientali. Il turismo regionale si distingue inoltre per l’integrazione tra mare ed entroterra, unendo spiagge rinomate – come la Riviera del Conero e delle Palme – a borghi, cultura, natura ed enogastronomia.
