Un tempo di preparazione e conversione

By Lorenzo Mazzoccante
Pubblicato il 6 Marzo 2019 15:04

Inizia oggi la santa quaresima. Un tempo forte nel quale siamo accompagnati ogni anno dai messaggi del papa e dei vescovi.

Si tratta anzitutto di un periodo di preparazione. Questo almeno sembra essere il sentire comune di papa Francesco e monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo-Atri.

Il papa, all’inizio del suo messaggio, cita un brano del primo prefazio del nuovo tempo liturgico secondo cui Dio “Dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua perché attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo”.

Il vescovo teramano, invece, paragona la quaresima ad uno specifico tempo di preparazione: “Il tempo del fidanzamento nel quale ognuno è invitato a verificare – spiega – se ha ancora condizionamenti nell’amore verso il Crocifisso”. L’occasione, dice, “Per uscire dal nascondimento. Uscire allo scoperto!”.

Si tratta poi di un tempo di conversione che offre l’occasione per rinnovare l’alleanza con Dio e ripercorrere il cammino quaresimale che fu di Gesù Cristo.

Certo è più facile dire “Sono colpevole che rinunciare a quello che strumentalizza l’altro e ciò che mi circonda”, avvisa il vescovo Leuzzi. Tuttavia, spiega, il tempo di quaresima costituisce un invito a fare “Una alleanza che invece che condannare rilancia” e offre la possibilità di “ripartire per una vita piena di entusiasmo”.

Anche Papa Francesco parla di conversione. Lo fa partendo da una osservazione: “La quaresima del Figlio di Dio è stata entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini”.

La nostra quaresima, prosegue il papa, dovrebbe quindi essere un “ripercorrere lo stesso cammino” sostenuti dalle opere penitenziali che non sono semplicemente mortificazione, ma utile esercizio e preparazione a fronteggiare le tentazioni.

Contro la “Tentazione di divorare tutto per saziare la nostra ingordigia – spiega – il digiuno costituisce la capacità di soffrire per amore”; contro la tentazione della “Idolatria e autosufficienza dell’io”, la preghiera dichiara il bisogno del Signore e della sua misericordia; contro la tentazione della “stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi” la pratica della elemosina testimonia che “nell’amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero” si trova la “vera felicità”.

“L’abbandono dell’egoismo, l’apertura al prossimo e la condivisione dei beni spirituali e materiali di cui si dispone, rappresentano la via – conclude papa Francesco – per accogliere nella nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte e attirare anche sul creato la sua forza trasformatrice”.

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MONS. LORENZO LEUZZI

PAPA FRANCESCO

 

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