UN PAESE SPACCATO A METÀ SOTTO UN REGIME DI FERRO

dopo le elezioni turche dello scorso giugno
di Angelo Paoluzi
Pubblicato il 2 settembre 2018 09:54

Il risultato permette al potentissimo Erdogan di interpretare a suo comodo la Costituzione sottolineando la componente islamica, e di soprassedere al rispetto di molte libertà previste nella Carta fondamentale e dalla Convenzione universale dei diritti dell’uomo Per essere una vittoria, è una vittoria, ma non il trionfo sperato dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan a seguito delle elezioni anticipate svoltesi il 24 giugno scorso in Turchia. Tant’è vero che per ottenere la maggioranza in Parlamento, il 52,9, il suo partito, Diritto e Giustizia, ha dovuto allearsi con la formazione ultranazionalista MHP; con una perdita quindi del 7,8 per cento rispetto […]


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