MONITORATE LE AREE DI PESCA

di Piergiorgio Severini
Pubblicato il 4 ottobre 2014 22:01

L’iniziativa del Ceimas (Consorzio economia ittica marina di San Benedetto del Tronto) di far svolgere una mappatura tridimensionale delle aree marine antistanti le Marche e l’Abruzzo a fini ittici, potrà forse risolvere, dal punto di vista scientifico, la controversia che ogni anno divide tecnici e addetti ai lavori su quando attuare nell’Adriatico centrale il fermo biologico per consentire il ripopolamento delle specie. Si vogliono “fotografare” in questo modo le zone dove nascono, vivono e si riproducono le 18 maggiori specie di pesci presenti nella fascia di mare compresa tra il Conero, l’isola di Pomo e l’area antistante il porto di Pescara per meglio definire periodi e tempi di blocco dell’attività da parte delle marinerie visto che le prime sei miglia risultano ormai desertificate. Altro risultato cui si aspira è quello di certificare la produzione adriatica con il marchio di denominazione di origine sia per valorizzare economicamente il pescato locale sia, di conseguenza, per disconoscere quello di importazione.

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