INDIMENTICABILE ESPERIENZA

di Catia Di Luigi
Pubblicato il 3 Settembre 2013 17:38

Cala il sipario sulla 33esima Tendopoli di San Gabriele, dopo la messa celebrata dal vescovo Giovanni D’Ercole, ma resta indelebile nel cuore dei partecipanti, l’indimenticabile esperienza vissuta nel Signore. All’attenzione dei ragazzi l’io con la provocatoria frase Io ma non più io, che trae spunto da una frase di Benedetto XVI, pronunciata a Verona il 19 ottobre 2006 che voleva essere una sintesi della frase di san Paolo “Non sono più io che vivo ma Cristo che vive in me”. “Nel lavoro della Tendopoli – ha spiegato padre Francesco Cordeschi, ideatore ed anima della Tendopoli – abbiamo approfondito questo argomento in due diverse prospettive. La prima: la spersonalizzazione dell’uomo di oggi che non sa più chi è e per che vive; la seconda: abbiamo visto perché solo Gesù che abita l’uomo lo rende tale”. Illuminanti in tal senso le testimonianze vive di persone che sono passate dalla “perdita della propria identità” alla riscoperta di essa proprio nell’incontro con il Signore. La testimonianza di Danilo Quinto che dalle “carceri” di Pannella è passato alla libertà dei figli di Dio, Mara Santangelo che ha ritrovato in Gesù la forza per rialzarsi dalla disfatta esistenziale, Ania Goledzinowska che dalle serate a luci rosse di Arcore ha scoperto il calore dell’adorazione eucaristica.

I tendopolisti hanno affrontato l’impegnativa tematica con il contributo di personalità significative del mondo dello sport, della politica, dello spettacolo e della religione: dalla campionessa di tennis Mara Santangelo all’ex tesoriere del partito Radicale Danilo Quinto, dall’ex top model polacca Ania Goledzinowska allo psichiatra e noto volto televisivo Alessandro Meluzzi, oramai amico della Tendopoli, dalla campionessa olimpica alle Paraolimpiadi l’onorevole Laura Coccia ai passionisti, responsabili di comunicazione e di pastorale giovanile, padre Massimo Granieri e Daniele Curci.

Come tradizione vuole, ad aprire la Tendopoli il padre provinciale dei passionisti Piergiorgio Bartoli e il rettore del santuario Natale Panetta, in serata l’arrivo della Fiaccola della speranza, benedetta dal papa Giovanni Paolo II nel 1994 e nel 2009 da Benedetto XVI, portata in staffetta da un gruppo di podisti di Montorio al Vomano

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