IL “MESTIERE” DI SAN GABRIELE

By Ciro Benedettini
Pubblicato il 1 Febbraio 2019 17:49

Modello e intercessore. Incoraggiare con il suo esempio i suoi amici a vivere secondo il vangelo, essere la mano attraverso cui Dio accarezza e aiuta affinché tutti possano conseguire la felicità eterna. Di tanto in tanto opportuno un “tagliando” sulla devozione al santo

Si avvicinano due date importanti per gli amici di san Gabriele: il 27 febbraio, anniversario della  morte del Santo, ossia della sua “nascita” al cielo nel 1862; il 1° marzo, anniversario della nascita qui in terra ad Assisi nel 1838. Appena un giorno di calendario separa le due date, o meglio le due “nascite”, quasi a indicare che in fondo la vita è una sola: inizia su questa terra, sfocia e trionfa in paradiso nell’eternità.

Due date molto care agli amici del Santo che sono occasione per fargli “regali” e soprattutto attendersene da lui. Due ricorrenze che offrono anche l’opportunità di interrogarsi sul senso della nostra relazione con san Gabriele, di fare cioè, si potrebbe dire, il “tagliando” sulla nostra devozione a lui. Si potrebbe partire dalla domanda: Qual è il ruolo dei santi nei nostri riguardi qui sulla terra? Data l’amicizia che abbiamo con san Gabriele potremmo riformulare in modo provocatorio la domanda: qual è il compito, il “mestiere” di Gabriele verso i suoi amici in terra?

Uno degli aspetti più belli e consolanti della nostra fede è che esiste una sola Chiesa, quella di coloro che hanno già raggiunto la patria definitiva in paradiso, detta “Chiesa trionfante” e la “Chiesa militante” cui apparteniamo noi che ci troviamo ancora a “combattere” qui sulla terra per conseguire la meta. Chiesa militante e trionfante, due situazioni molto diverse, un’unica realtà, due “settori” intercomunicanti per cui è possibile una relazione, un interscambio tra i loro “abitanti”. Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma: “A causa infatti della loro più intima unione con Cristo, i beati …non cessano di intercedere per noi presso il Padre, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini. […] La nostra debolezza quindi è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine”.

I santi perciò non sono solo un modello di vita cristiana per i fedeli, la prova che il vangelo è realistico, fattibile, praticabile nonostante le difficoltà, e come tali i santi rappresentano un incoraggiamento a seguire il loro esempio. I santi sono anche nostri intercessori presso Dio, “non cessano di prendersi cura di coloro che hanno lasciato sulla terra”, sono “fraternamente solleciti” per noi presso Dio, si adoperano perché anche noi li raggiungiamo nella felicità e gioia senza fine del paradiso. San Domenico disse prima di morire: “Io vi sarò più utile dopo la mia morte e vi aiuterò più efficacemente di quando ero in vita”.E santa Teresa di Gesù Bambino assicurava: “Passerò il mio cielo a fare del bene sulla terra”. E’ esattamente quello che anche san Gabriele sta facendo (e lo fa in grande stile!) verso i suoi amici, come tutti i suoi devoti possono testimoniare.  

L’intercessione riguarda tutti gli aspetti della vita terrena ma è in funzione della realtà più importante e decisiva della vita, cioè la salvezza, la partecipazione alla vita di Dio in paradiso. Quindi, fondamentalmente il compito, il mestiere, del santo è di condurre il cristiano a Dio, avvicinarlo a Dio, aiutarlo e incoraggiarlo con il suo esempio e la sua intercessione a vivere da figlio di Dio secondo il vangelo. Questo è il vero ruolo dei santi, il “mestiere” di san Gabriele. San Gabriele è l’amico potente e generoso che dà una mano in tutti gli affari della vita, il tutto sempre finalizzato all’amicizia con Dio e il conseguimento del paradiso.

È chiaro perciò che tutto quello che il santo “fa” lo fa in nome di Dio. Non è il santo che fa i miracoli, ma li fa Dio attraverso l’intercessione del santo. In qualche modo il santo può essere considerato come la mano attraverso cui Dio fa giungere al fedele la sua carezza, il suo amore, la sua protezione, la sua tenerezza… come incoraggiamento e aiuto per conseguire la felicità eterna. Ogni volta che il santo ci ascolta è Dio che ci ascolta, ogni dono o grazia che otteniamo da san Gabriele è Dio che ce lo dona. Sintetizza il Catechismo della Chiesa cattolica: “La loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio”.

Che fortuna avere per amico un santo, san Gabriele!

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