FELICITÀ NAZIONALE CERCASI

di Michele Migliozzi
Pubblicato il 12 maggio 2016 18:34

Si è più felici quando si vive in società dove c’è meno disuguaglianza. Puntare esclusivamente sul Pil è sbagliato, il benessere umano dovrebbe essere promosso con un approccio olistico che combina obiettivi economici, sociali e ambientali. L’indicatore del benessere delle persone non può essere misurato solo prendendo in considerazione il reddito ma occorre valutare la presenza, in dato contesto, di: povertà, educazione, salute e buon governo. Insomma si vive meglio in comunità dove vi è giustizia, prosperità e cura dell’uomo e dell’ambiente. Occorre misurare costantemente la felicità percepita al fine di porre in essere azioni finalizzate al raggiungimento del benessere di ogni singolo individuo. Il rapporto sul livello di felicità in 156 paesi, stilato dalla Columbia University e dal Canadian Institute for Advanced Research, vede l’Italia collocata al 50° posto. In testa alla classifica la Danimarca, seguono Svizzera, Islanda e Norvegia. La top ten è completata da Finlandia, Canada, Olanda, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Gli Stati Uniti si collocano al 13° posto e la Grecia al 99° posto.

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