CRITERI DI GIUDIZIO

By Nicola Guiso
Pubblicato il 30 Aprile 2017

La caotica situazione politico-istituzionale, e quella difficile sociale e di costume ci hanno suggerito una nota diversa da quella usuale. Proponiamo infatti alcune valutazioni e giudizi significativi di personalità di rilievo assoluto nei propri campi di attività e di studio – e riconosciute come tali – su questioni essenziali riguardo ai problemi e ai modi più idonei a servire le comunità e le istituzioni. Ciò al fine di offrire ai lettori elementi per meglio valutare le idee, le proposte, i giudizi e i comportamenti della nostra classe dirigente – e in particolare di quella politica, di maggioranza e di opposizione – di fronte alle prospettive della comunità nazionale.

“Non pensare di essere l’uomo indispensabile; da quel momento farai molti errori. Se sono gli altri a dirtelo guardati come da nemici, ti porteranno fuori strada”  (don Luigi Sturzo, sacerdote e politico 1871-1959). “Più lo Stato è corrotto più legifera” (Cornelio Tacito, storico latino 54/55 a.C.). Si calcola che al 2009 leggi, decreti legge, decreti legislativi e altri atti numerati sarebbero 75.000. “Un magistrato che è salito sulla tribuna di un comizio elettorale a sostenere le idee di un partito, non potrà sperare mai più, come giudice, di avere la fiducia degli appartenenti del partito avverso” (Piero Calamandrei, giurista 1889-1956). “Non si ha diritto a una cosa impossibile” (Antoine Rivarol, scrittore 1753-1801). “Un politico cretino è peggio di un politico delinquente” (Sergio Ricossa, economista 1927-2015). “Un passo avanti nella tecnica richiede tre passi avanti nell’etica” (Friedrich Novalis, poeta). “La disciplina non annulla la personalità ma solo limita l’arbitrio e la impulsività irresponsabile (…) È un elemento necessario di ordine democratico, di libertà” (Antonio Gramsci, politico e filosofo, 1891-1937). “Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione” (Alcide De Gasperi, 1881-1954). “Le frasi degli intellettuali e dei politici d’oggi si riconoscono a prima vista, infatti hanno tutti i verbi al futuro” (Vittorio Messori, storico, 1941). “Le idee confuse hanno sempre un avvenire” (Leo Longanesi, scrittore 1905-1957). “Ogni partito vorrebbe quella legge elettorale che gli consentisse di guadagnare qualche cosa e di non perdere niente. Ma una legge di questo genere purtroppo – o per fortuna – non è stata ancora inventata” (Norberto Bobbio, filosofo e giurista, 1909-2004). “Capire la sconfitta è preparare la vittoria” (Mao Tse-tung politico, 1893-1976). “Da primo ministro mi sono reso conto che il difficile non è tanto prendere delle decisioni quanto capire quando è il momento giusto per prenderle” (Toni Blair, politico, 1953). “La irrimediabile debolezza di certi politici è data dal credere di aver agito quando hanno solo parlato” (Pierre Gaxotte, storico 1895-1992). “La virtù politica più grande è di non perdere il senso dell’insieme” (Emmanuel Mounier, filosofo 1905-1950). “Aveva ragione Condorcet quando diceva: ‘né la Costi-tuzione francese e neppure la Dichiarazio-ne dei Diritti dell’Uomo dovranno essere presentate come tavole scese dal cielo alle quali si deve prestare adorazione e fede” (Marc Bloch, storico fucilato dai nazisti). “Verrà un tempo in cui tutti vorranno peccare col permesso dei superiori” (Fédor Dostoevskij, scrittore). “Nessun governo può essere sicuro a lungo senza una formidabile opposizione” (Beniamin Disraeli, politico, 1804-1881). “Il cretinismo parlamentare è una malattia deplorevole, ma il cretinismo antiparlamentare non vale molto di più” (Lev Trotzkij, politico, 1879-1940). “È meglio tenere lontani i parenti dalla sfera degli affari statali, a meno che non siano già nella carriera per meriti propri, anche senza volerlo compromettono sempre. Se poi entrano nella sfera dei collaboratori, facilmente abusano della parentela. Il nepotismo è stato sempre dannoso” (don Luigi Sturzo). “Il saggio impara molte cose dai suoi nemici” (Aristofane, commediografo, 445 a.C.). “Le catastrofi politiche non vengono se non siano in qualche modo consentite e volute” (Filippo Turati, politico, 1857-1932). “Le buone opinioni non hanno valore, ciò che importa è chi le ha” (Jules Renard, scrittore, 1864-1910). “Chi parla in Tv e parla di tutto è importante. Ma un asino a filmarlo cento volte non diventa un cavallo” (cardinale Giacomo Biffi, 1928-2015).

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