Credo in Gesù Cristo

VERO DIO E VERO UOMO
By Michele Seccia
Pubblicato il 1 Dicembre 2013

CARI AMICI, CI DISPONIAMO A CELEBRARE IL NATALE CON LA SPIEGAZIONE DEL CREDO RIGUARDANTE GESÙ che per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo. (YC 76). Perché? Mentre ci prepariamo a contemplare Maria a Nazareth e a Betlemme, Gesù stesso risponde alla nostra domanda, parlando con Nicodemo: Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito (Gv 3,16).

Annunciato dall’angelo a Maria (Lc 1,26-38) e nato a Betlemme, in Gesù Dio ha assunto la nostra carne mortale (= incarnazione) condividendo in tutto la nostra natura umana, le nostre sofferenze, le gioie, la fatica e la stessa morte … eccetto il peccato. Dai primi secoli la nostra fede crede che in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, divinità e umanità siano legate vicendevolmente senza separazione e senza confusione, come definì il concilio di Calcedonia nel 451, ponendo fine alle tante spiegazioni considerate eresie in quanto non coglievano il significato del mistero di Dio in Gesù di Nazareth1.

Infatti Gesù, non solo ci rivela Dio come Padre mio e Padre nostro, ma compie le sue opere, insegna con la sua autorità e dona lo Spirito Santo. Per questo non lo si può comprendere escludendo la realtà divina ed invisibile (YC 78). Ripensando alla professione di fede che ogni domenica proclamiamo, spero non in modo meccanico, scopriamo tutto il mistero di Gesù di Nazareth: Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato … per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso, morì e fu sepolto … è risuscitato e salito al cielo, siede alla destra del Padre…. Per confermare la piena umanità di Gesù, il concilio Vaticano II ha risposto concretamente alle numerose domande che spesso si pongono anche molti battezzati (YC 79): Gesù Cristo ha lavorato con mani di uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo (Gaudium et spes, 22).

È importante ricordare il significato del termine mistero, come scrissi già in uno dei miei primi articoli: per esso si intende una realtà che, in via di principio, sfugge alla conoscenza razionale e, parallelamente, la stessa ragione è in grado di capirne la verità nel contesto di ciò che noi conosciamo attraverso la parola di Dio. A coloro che desiderano approfondire per saperne di più, consiglio di leggere l’ultimo libro di papa Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù2.

A questo punto YouCat si sofferma a spiegare tutto ciò che concerne Maria di Nazareth in rapporto al Figlio Gesù e anche a noi (YC 80-85). La verginità di Maria non è una rappresentazione mitologica superata, ma è l’elemento fondamentale della vita di Gesù. (YC 80) I vangeli dell’infanzia spiegano questo mistero con l’intervento dello Spirito Santo: nel dialogo tra l’angelo e Maria, nel vangelo di Luca (1,34-35); in quello tra l’angelo e Giuseppe, nel vangelo di Matteo (1,18-22). Dio manifesta la sua volontà attraverso il suo messaggero (l’angelo). Anche se nel vangelo di Marco (3,31-35) si parla di fratelli e sorelle di Gesù, si riferisce a parenti prossimi poiché la lingua aramaica usa il medesimo termine per indicare fratelli, cugini, parenti stretti: Gesù è l’unico figlio biologico di Maria (YC 81).

La chiesa antica, professando la fede in Gesù “vero Dio e vero uomo”, non ha esitato a chiamare Maria Madre di Dio (Theotokos), confermando l’identità divina-umana di Gesù (YC 82). La festa dell’immacolata concezione di Maria (8 dicembre) ci ricorda come la chiesa crede che nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo salvatore del genere umano, Maria fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale (YC 83). Ma, notiamo bene, questo privilegio non ha privato Maria della sua libertà poiché lei ha dovuto dare il proprio consenso attivo al disegno di Dio (YC 84).

Dall’annuncio ai piedi della croce, Maria avanzò peregrinando nella fede, come ha definito il concilio Vaticano II nella Lumen gentium, e Gesù ce l’ha affidata come madre nostra e della chiesa (YC 85).

CARI AMICI, riflettere e pregare su queste verità di fede in modo essenziale, è il modo più bello per augurare a tutti e a ciascuno: Buon Natale!                   misec@tiscali.it

 

1 Vai a leggere bene YC 77 e se non ti è chiaro qualcosa, scrivimi pure!

2 Pubblicato dalla Libreria Vaticana e dalla Editrice Rizzoli nel mese di ottobre 2012.

 

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