COME SPIEGARE LA SOFFERENZA?

By Carlo Baldini
Pubblicato il 2 Dicembre 2019

Insegno catechismo da tanti anni e so che la dottrina cristiana ci propone un Dio onnipotente, ma anche un Dio buono e misericordioso. Come si conciliano queste due cose con l’esistenza del male e del dolore? Quali risposte dà la fede di fronte alla sofferenza degli uomini? Grazie infinite.  Elena G. (Viterbo)

Dal libro della Genesi si può dedurre quando segue: il male è un’opera puramente umana, è una “creazione” dell’uomo. Infatti Dio (Gn 3,1-11) senza sapere ancora niente, arriva sul posto quando l’uomo già aveva commesso il peccato e già era nello stato di “male”: si erano nascosti.

Il peccato umano, cioè il male morale, aveva causato nell’uomo anche il male fisico: siamo nudi! Ciò ci fa capire che il peccato coinvolge tutto il creato perché il mondo è in funzione dell’uomo.

Anzi il peccato-male dell’uomo coinvolge anche Dio, che inizia un processo (Gn 3,11-24), e dopo aver accertato i fatti, emette le sentenze, che sono punitive: vuole che l’uomo soffra (stia male) perché grazie a quella sofferenza l’uomo si possa riscattare dal peccato, dal male morale.

Dio è misericordioso perché non distrugge l’uomo, ma grazie alla sofferenza, lo mette in condizione di redimersi. Di più: promette all’uomo un liberatore (Gn 3,15).

Il male c’è, perché c’è l’uomo, e Dio contro l’uomo non può nulla. Infatti o elimina l’uomo e allora perché lo avrebbe creato? Oppure lo accetta così com’è, cercando di tamponare il male che farà (Gn 4,11) con l’esortazione e l’educazione, e poi col suscitare uomini nuovi a Dio fedeli.

è come una mamma col figliolo monello: o ricorre alle botte o scende a patti cercando di educarlo al bene per quanto può.

Perché gli innocenti soffrono? Il male non è solo punizione per colpevoli, è lo stato comune a tutti gli esseri umani piccoli e grandi, e l’umanità non è un mucchio di individui, ma una comunità di persone.

La risposta è nel mistero di Cristo, il quale avendo assunto su di sé la morte, ha fatto sì che le sofferenze e la stessa morte siano santificate e così ogni sofferenza è “santa” perché è stata assunta dal Cristo nel suo essere divino.

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