COME CONCILIARE L’ONNISCIENZA DI DIO E LIBERTÀ DELL’UOMO?

By Carlo Baldini
Pubblicato il 1 Marzo 2016

Quando andavo a catechismo mi insegnavano che Dio è onnisciente, cioè che conosce tutto. Il fatto che Dio conosce tutto implica che conosce anche le azioni che compiamo e la nostra storia futura. Questo implica o no che la nostra storia futura sia predeterminata? Il progetto di Dio può entrare in collisione con la libertà dell’uomo?   Carlo (Campobasso)

Dio oltre ad essere onnisciente è anche onnipotente ed eterno. Questo vuol dire che in lui non c’è tempo, cioè non c’è né un prima né un dopo. L’eternità può essere da noi compresa come un eterno presente, un presente che non finisce mai, in cui Dio tutto conosce e tutto comprende. Il disegno o progetto di amore per noi, rivelatoci nella storia di Cristo, va da noi accolto con piena adesione, perché si possa realizzare nel presente della nostra storia, ma anche nella storia futura. Dio limiterebbe, e in modo massiccio, se intervenisse a modificare le nostre scelte, imprimendo d’autorità alla nostra storia una direzione diversa da quella cui l’abbiamo orientata autonomamente. Dio, nella storia, qualche volta l’ha fatto, ma sempre con il benestare del soggetto! In questa prospettiva la nostra libertà si qualifica in prima luogo come responsabilità, ossia come capacità di risposta all’appello che Dio rivolge a tutti gli uomini attraverso la sua parola che è Cristo e le vicende della vita. Vicende che siamo chiamati a discernere e interpretare con intelligenza, perché in esse sono presenti i molteplici segni della volontà di Dio per noi. Il discernimento è un gesto di libertà ma anche di responsabilità, che va rintracciata nella relazione che lega l’agire dell’uomo alle dimensioni profonde del suo essere, alle intenzionalità ultime che guidano le sue scelte e al costante dinamismo che caratterizza la crescita umana nei vari stadi di maturazione.

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