“È necessario rafforzare la normativa in materia di produzione delle armi, irrobustendo i vincoli al loro possesso personale e il contrasto all’esportazione di manufatti bellici – anche indirettamente, tramite triangolazioni – verso Paesi impegnati in azioni offensive o a rischio di violazioni dei diritti umani”.
È quanto afferma la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza episcopale italiana (CEI) nel Messaggio per la Festa dei lavoratori del 1° maggio, dedicato al tema “Il lavoro e l’edificazione della pace”.
Il testo, richiamando la Nota pastorale Educare a una pace disarmata e disarmante, invita anche a vigilare contro “la speculazione da parte di investitori che, sostenendo gli acquisti di titoli azionari dell’industria militare, contribuiscono all’economia di guerra”. I vescovi ricordano che le spese militari hanno raggiunto il 2,5% del PIL mondiale, citando il Messaggio di Leone XIV per la Giornata mondiale della pace 2026, e sottolineano “una grande responsabilità educativa verso le nuove generazioni, per eliminare ogni pretesto che possa spingere i giovani a immaginare il futuro come attesa per vendicare il sangue dei propri cari”.
