CATE BLANCHETT A CASA DI OSAMA BIN LADEN

By Teodora Poeta
Pubblicato il 31 Marzo 2014

L’aneddoto è stato rivelato alla tv satellitare Al Arabiya da Al Shammah, sceneggiatore di Kaboria. La vincitrice dell’Oscar come miglior attrice in Blue Jasmine venne ingaggiata per cinque sterline egiziane al giorno, il corrispettivo di circa 70 centesimi di dollaro, e la promessa di un panino al felafel. Si tratta dell’inizio della carriera cinematografica dell’attrice australiana Cate Blanchett come comparsa in un film egiziano girato in un ranch di proprietà di Osama Bin Laden, fondatore di Al Qaeda, considerato il pericolo pubblico numero uno della democrazia. L’aneddoto è stato rivelato alla tv satellitare Al Arabiya dal cineasta Issam Al Shammah, sceneggiatore della pellicola Kaboria (dall’arabo, granchio) girato nel 1990, in cui recitò la diva. Secondo quanto scrive il sito web dell’emittente araba, la stella di Hollywood all’età di 18 anni venne ingaggiata per “cinque sterline egiziane al giorno” e la promessa di un “panino di felafel” (polpette fritte a base di fave o ceci tritati con cipolla, aglio, cumino e coriandolo). Il film è interpretato dall’icona del cinema arabo, l’egiziano Ahmed Zaky e ha ottenuto grande successo nel mondo arabo. Nella sua breve apparizione, la giovane Blanchett, fasciata in un abito verde, balla in una scena di una festa molto simile a quelle organizzate da Toni Servillo ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Commentando le osservazioni dell’attrice che ora tutte le produzioni si contendono a suon di dollari e lusinghe, Shamaa ha contestato le sue accuse relative alla paga (non sarebbe mai arrivata): “Le comparse hanno ricevuto una maggiore quantità di denaro rispetto a quello che gli altri prendevano in altri film”, ha rivendicato. E nella sua intervista ad Al Arabiya, lo sceneggiatore ricorda dettagli inediti: “Alcune scene del film sono state girate in una delle tenute di proprietà della famiglia di Osama Bin Laden”, con la partecipazione straordinaria di “un cavallo di razza che costava un milione di dollari”.

Comments are closed.