di Alessandro Ciciliani. Il Pozzo di Giacobbe,
pp. 342, euro 30,00
L’autore è il sacerdote passionista Alessandro Ciciliani, laurea in Medicina, laurea in Storia alla pontificia università Gregoriana sotto la guida di Sergio Tanzarella, che ha curato la prefazione del libro. Ha insegnato Storia moderna e contemporanea presso l’ISSR Redemtoris Mater di Ancona. Nel volume offre una ricostruzione storica che unisce rigore accademico e attenzione al territorio, utilizzando fonti inedite per illuminare un capitolo poco esplorato dell’occupazione nazista dopo l’8 settembre 1943. Il suo lavoro attraversa i paesi della Sabina romana – da Scandriglia a Montorio Romano, da Nerola a Monteflavio, fino a Monterotondo, Mentana e Moricone – restituendo un quadro di devastazioni, paure e scelte morali compiute in condizioni estreme. Il fulcro del volume è il ruolo della comunità passionista di Moricone: il ritiro dei religiosi dal convento non fu fuga, ma l’inizio di un impegno silenzioso nel proteggere civili e sostenere la Resistenza. Ciciliani, racconta questa vicenda con un taglio che ricorda il giornalismo d’inchiesta: incrocio delle fonti, verifica dei dettagli, attenzione alle dinamiche locali. La Resistenza emerge così non solo come lotta armata, ma come rete di gesti quotidiani che salvarono vite. È un saggio che si legge come un reportage: documentato, coinvolgente, capace di restituire la complessità di una comunità che scelse di non restare indifferente.
