Bambi contro Godzilla

di David Mamet,
Traduzione di Giuliana Lupi, minimum fax, pp. 300, euro 18

Una parte molto sostanziosa della storia evolutiva dell’essere umano si deve al continuo tentativo di rispondere alla domanda: Com’è fatto? Negli anni dell’infanzia è evidente: tutto ciò che è nuovo (e quindi terribilmente interessante) viene prima indicato con l’indice e poi interrogato; la risposta di solito arriva da qualcuno con più esperienza. Con il passare degli anni, le cose che suscitano entusiasmo tendono a diminuire esponenzialmente. Per gli appassionati di cinema, Bambi contro Godzilla è un ritorno a questa pratica: si punta il dito verso qualcosa che ancora riesce a stupire (cosa più del cinema?!) e lo si interroga. Le risposte (almeno alcune) arrivano da David Mamet: sceneggiatore, regista, produttore e drammaturgo da Premio Pulitzer. Quello che in gergo si potrebbe definire qualcuno con più esperienza.

Più che a un saggio, il libro assomiglia a una raccolta di appunti presi di sfuggita a lavoro e poi riordinati in seconda serata davanti a una tazza di tè. Non per questo la lettura smette di essere godibile in alcun punto. La realizzazione di un film è un’attività “splendidamente pragmatica”, ed è qui scomposta in ogni sua sfumatura di capitolo in capitolo: la produzione ai tempi del less is more (e viceversa), la buona e la cattiva sceneggiatura, il giudizio sugli attori e l’inseguimento continuo del pubblico (“la caccia all’anatra”). Ogni “lezione” è esemplificata da una colata di pellicole che hanno costruito la storia del cinema da L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat dei fratelli Lumière a oggi. Ogni volta che siamo tentati di giudicare frettolosamente un film (o qualsiasi altra cosa, in verità), dovremmo provare a liberarci dell’abitudine alla semplificazione e ricordare che ciascuno è il risultato di molti fattori, una somma di sforzi. È così anche per il cinema: ciò che arriva sullo schermo, impeccabile e in abito da sera, è in realtà il frutto del lavoro dei moltissimi che hanno contribuito a costruirlo, inquadratura dopo inquadratura.

L'ECO di San Gabriele
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