In Medio Oriente, a Gaza in particolare, la guerra uccide senza risparmiare donne e bambini. Ed è una guerra che ha anche implicazioni religiose. In questo tragico contesto assume un valore profetico l’appello interreligioso lanciato a fine agosto e promosso dai rappresentanti delle comunità ebraiche, cristiane e musulmane di tutta Italia. Un appello che nasce “dalla convinzione dell’improrogabile necessità di favorire qualsiasi iniziativa di incontro per arginare l’odio, salvaguardare la convivenza, purificare il linguaggio e tessere la pace”. Un appello che denuncia “la nefandezza di una propaganda” che fomenta “alternativamente antisemitismo e islamofobia o rianimando le inveterate avversioni al cristianesimo cattolico e alle religioni in generale, anziché collaborare insieme per una vera Pace”.
L’appello è firmato da Noemi Di Segni (Unione delle comunità ebraiche italiane), Yassine Lafram (Unione delle comunità islamiche d’Italia), Abu Bakr Moretta e Yahya Pallavicini (Comunità religiosa islamica italiana), Naim Nasrollah (presidente della Moschea di Roma) e dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. E richiama la necessità di “trovare soluzioni a quanto umilia le nostre fedi”, promuovendo “la fratellanza autentica”.
