di Jacopo Ottenga Barattucci,
Editrice Carabba, pp. 296, euro 18,00
Nel 2000 il reporter Antonio Russo viene trovato morto vicino a Tbilisi. Era noto per il suo lavoro in Kosovo e in Georgia stava documentando l’uso di armi proibite contro i civili ceceni. Le indagini georgiane risultano subito ambigue, mentre quella romana procede senza basi solide e l’unico indiziato è innocente. Barattucci ricostruisce la vita di Russo e smonta entrambe le inchieste, mostrando omissioni e condizionamenti legati alla Russia di Putin. Nessuna verità è stata accertata e il giornalista, con il suo scomodo stile d’informazione, è stato inghiottito dall’oblio.
