VITE CAMBIATE PER I SORDOCIECHI

i 50 anni della Lega del Filo d’Oro
di Piergiorgio Severini
Pubblicato il 1 marzo 2015 22:35

Vite cambiate e una nuova dignità. In una frase il senso di una ricorrenza, quello della Lega del Filo d’Oro di Osimo, che, prima di Natale, ha tagliato il traguardo dei cinquanta anni dalla sua fondazione. L’istituzione marchigiana, che si occupa delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, è stata fondata nel 1964 da Sabina Santilli, anch’essa sordocieca, e ha rappresentato nel tempo uno dei “più alti riferimenti della grande solidarietà che le Marche sanno esprimere”. Cinquanta anni di grandi risultati dietro i quali c’è tanto lavoro, passione e competenza. “Ogni progresso nella vita di una persona sordocieca – è stato rievocato durante il percorso celebrativo tenutosi al teatro La Nuova Fenice di Osimo fatto di ricordi, aneddoti e testimonianze – è il frutto di un progetto e di attività personalizzate, seguite da professionisti che hanno sempre in mente l’obiettivo ultimo: il reinserimento nella vita quotidiana di chi non vede e non sente”. Ancora, come dieci lustri fa, la figura del volontario assume un aspetto rilevante all’interno della struttura anche se, per il lavoro sempre più complesso che il tipo di servizi comporta, non si poteva fare a meno di persone impiegate a tempo pieno e assunte con regolare contratto di lavoro. “Grazie all’altruismo e alla generosità delle persone che ci circondano – sottolinea Rossano Bartoli, segretario generale della Lega dal 1988 il quale, entrato come volontario nel 1968, ne divenne dipendente nel 1975 per poi salire al vertice dell’associazione onlus tredici anni più tardi – riusciamo a fare molte più attività rispetto a quelle che sarebbero possibili col solo personale dipendente”.

“Visitare una delle sedi della Lega apre il cuore, capisci che sei fortunato e non puoi più lamentarti delle piccole cose” ha detto l’amato testimonial della Lega del Filo d’Oro, Renzo Arbore, che, dopo venticinque anni che lo ha visto impegnato a dare immagine all’associazione, lo si considera ormai un vero sostenitore. “Non conoscevo la Lega – ha detto Arbore – e ricordo che allargai le braccia quando seppi che c’erano bambini e degli adulti che non vedevano, non sentivano e non parlavano. Poi sono venuto a Osimo, ho visto quello che la Lega faceva per loro, mi sono emozionato e ho capito che la vita vince, anche in questo caso”. Nel 1989 ne diventa testimonial e, nell’occasione celebrativa del cinquantenario, c’è stato l’ideale cambio di consegne tra lo showman e l’attore marchigiano Neri Marcorè che è ora la nuova immagine della Lega. “Non ho figli – ha detto nella circostanza Arbore – e la Lega del Filo d’Oro è stata per venticinque anni la mia famiglia. Ma poiché ho l’età di un nonno, che dovrebbe iscriversi ad Amnesis international, passo le consegne a Marcorè”.

Il primo centro di riabilitazione della Lega è sorto ad Osimo nel 1967. La struttura dispone di 56 posti a tempo pieno e 15 a degenza diurna per bambini, giovani e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali, seguiti da uno staff multidisciplinare di specialisti e operatori qualificati. Essendo stato riconosciuto come “unità speciale” per questo tipo di portatori di handicap, il centro può ospitare utenti provenienti da tutta Italia con retta a carico delle Asl di residenza. All’interno si prestano servizi a favore di tutte le sedi dell’associazione attraverso  il centro diagnostico, dove un’équipe multidisciplinare, composta da psicologi, educatori, assistenti sociali e medici specializzati in riabilitazione, effettua una valutazione globale della persona e un intervento precoce sui bambini al di sotto dei quattro anni, il centro di ricerca, che opera principalmente sul versante riabilitativo e il centro di documentazione. Sempre a Osimo sono presenti strutture all’interno delle quali vengono svolte attività occupazionali e socio-ricreative.

I dipendenti sono 540, quasi 700 i volontari e circa 500 mila i sostenitori. Si calcola che in Italia le persone sordocieche ammontano tra  tre e undicimila. I casi trattati riguardano una popolazione molto eterogenea perché composta da età diverse, in cui le condizioni sensoriali, le cause e il periodo della vita in cui si è determinata la disabilità sono molteplici. Alla minorazione visiva e uditiva si possono associare il ritardo mentale o evolutivo, deficit motori o problemi comportamentali, patologie organiche, danni neurologici. La missione è per tutti: assistere, educare, riabilitare e reinserire nella famiglia e nella società questo tipo di persone.

Un motto che riecheggia nei corridoi è: “Insieme si può andare lontano”. Ciò è condiviso dalle famiglie. “Quando siamo arrivati alla Lega – dice Sandra, mamma di una bambina con problemi sensoriali – abbiamo capito che qui eravamo al top: da nessun’altra parte fanno così tante ore di terapia, ogni giorno. Né ci sono così tanti specialisti che ti visitano. E soprattutto questa è l’unica struttura che accoglie tutta la famiglia”.

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