UNA SPERANZA DI ACQUA E SAPONE…

l’iniziativa della cooperativa Rinascere
di Marta Rossi
Pubblicato il 30 ottobre 2017 21:59

Parliamo del primo progetto ecologico di lavaggio di auto a domicilio che consentirà la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani inattivi. L’Italia ha il peggior dato europeo dei cosiddetti Net, coloro che non fanno nulla…

Un’idea per rimettersi in gioco e guardare al futuro con fiducia: la cooperativa sociale Rinascere di Carmigano di Brenta, in provincia di Padova, ha vinto un bando per il primo progetto ecologico di lavaggio di auto a domicilio che consentirà la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani inattivi.

In Italia, il 20% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni non fa nulla. Non lavora, non studia, non segue corsi di formazione. È il dato peggiore in Europa, dove il tasso di Neet, ovvero gli inattivi, è fermo all’11,5%. A questo si aggiunge il dato per il quale l’Italia ha il terzo tasso di disoccupazione giovanile più alto d’Europa: il 37,8% a fronte di una media comunitaria pari al 18,7%. Per questo motivo, l’iniziativa della cooperativa Rinascere è importante e dà speranza.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con UniCredit Foundation, fondazione d’impresa di UniCredit, che lo ha selezionato fra i 10 vincitori del bando UniCredit Carta E 2016, a cui è stato assegnato un contributo di 44.500 euro e l’accesso a un periodo di “incubazione”: una fase di accompagnamento allo sviluppo imprenditoriale. “Sosteniamo le idee che aiutino i giovani a trovare il loro spazio nel mercato del lavoro – ha detto Maurizio Carrara, presidente di UniCredit Foundation -. Con il bando UniCredit Carta E 2016 abbiamo scelto dieci proposte vincenti a sostegno dell’occupazione giovanile in Italia. Pensate da giovani per altri giovani. Il progetto della cooperativa sociale Rinascere è una di queste: in bocca al lupo alla squadra padovana”. Il nuovo servizio sarà affiliato, per la prima volta all’interno di un contesto di welfare partecipativo, con Ecoline Wash, il franchising italiano di lavaggio auto a domicilio.

Il progetto prevede il coinvolgimento, in tre anni, di tre squadre di giovani tra i 18 e i 29 anni segnalati dai servizi sociali per la loro situazione di rischio o di marginalità sociale, ai quali si affiancheranno soci lavoratori della cooperativa e ragazzi. Dopo un tirocinio d’inserimento lavorativo di sei mesi, i giovani potranno essere assunti o proporsi sul mercato con le nuove competenze acquisite.

La Cooperativa “Rinascita è sorta nel marzo del 1993 grazie a un’iniziativa dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, con l’obiettivo di sviluppare la capacità lavorativa delle persone svantaggiate attraverso programmi di formazione e di facilitare l’integrazione nelle normali società. Preparazione di campioni, gestione e manutenzione di aree verdi, vendita di prodotti biologici, di icone, bomboniere, prodotti in ceramica fatti a mano e prodotti in legno. Queste sono alcune delle aree di lavoro della cooperativa che ha come obiettivo ulteriore considerare le “persone svantaggiate come soggetti attivi e protagonisti, favorendo lo sviluppo delle proprie capacità senza però cadere nel welfarismo”.

La cooperativa non è nuova a iniziative di sostegno ai giovani inattivi. Lo scorso anno, infatti, sempre in Veneto – tra il padovano e il vicentino – ha inaugurato Socialcars, il primo punto vendita sociale in Italia dedicato alla vendita di veicoli usati garantiti e certificati e di veicoli attrezzati per la mobilità accessibile. Questo autosalone permetterà l’attuazione di progetti occupazionali di inclusione sociale per persone adulte con disabilità; l’intermediazione è gestita secondo principi di responsabilità etica e di trasparenza. Si possono acquistare auto allestite per il trasporto accessibile, pensate per persone con mobilità ridotta. In questo progetto, la cooperativa ha potuto dare lavoro a circa 80 persone di cui molte svantaggiate nelle province di Padova e Vicenza. L’importanza della formazione dei giovani la sottolinea Giovanni Paolo Ramonda, presidente della comunità: “Ci accorgiamo ogni giorno di quanto sia difficile rispondere alle richieste di aiuto soprattutto dai cosiddetti Neet, i giovani inoccupati che non studiano e non ricercano lavoro. Privi di un’occupazione, i giovani non riescono a costruire un progetto di vita, rischiando di incappare in dipendenze patologiche o di finire a vivere in strada. Per questo è fondamentale aiutarli a riscoprire il proprio valore nella società attraverso il lavoro”.

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