PER UN VENERDÌ SANTO SECONDO TRADIZIONE

Parliamo del baccalà alla teramana
di Gloria Danesi
Pubblicato il 21 marzo 2018 13:10

  Parliamo del baccalà alla teramana, un “piatto forte” cucinato in umido, con patate e passata di pomodoro, utilizzando un grosso tegame detto “tiella” Un “piatto forte” per un “tempo forte”. In attesa della domenica giorno della Risurrezione di Cristo, per il Venerdì Santo la tradizione propone di praticare il digiuno o mangiar di magro. Portare a tavola un pesce “povero” ma saporito consente di rispettare il precetto quaresimale senza penalizzare il palato. Proponiamo in questa occasione il baccalà alla teramana cucinato in umido, con patate e passata di pomodoro, utilizzando un grosso tegame detto “tiella”. Il merluzzo nordico salato […]


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