LA PRIMA BIBLIOTECA MOBILE SU STRADA

di Catia Di Luigi
Pubblicato il 1 febbraio 2015 15:36

Una biblioteca sempre disponibile durante i propri viaggi in autobus. Per avvicinare i ragazzi alla lettura e alla cultura c’è chi ha pensato bene di realizzare la prima biblioteca mobile su strada. Ed è proprio dal connubio tra cultura e mobilità che a Polla, provincia di Salerno, conosciuta da anni come “città del libro” è nato il primo BookBus d’Italia. L’idea è semplice ed efficace. Il passeggero che sale a bordo di un mezzo delle autolinee Curcio di Polla, l’azienda che effettua viaggi nazionali e internazionali, può scegliere uno dei libri, per lo più classici, che trova nello scaffale della libreria mobile: da Verga a Kafka, da Dumas a Voltaire, da Wilde a Seneca, a Freud.

Una volta fatta la propria scelta basta chiedere al personale di bordo. E la lettura può avere inizio, comodamente seduti. L’obiettivo è quello di rendere più piacevoli gli spostamenti. Una bella proposta che promuove non solo la lettura ma anche un nuovo modo per vivere la città e i trasporti pubblici, invitando ad appropriarsene e farne luoghi stimolanti.

Cosa accade alla fine del viaggio? Il passeggero può scegliere di restituire il volume, può acquistarlo per sé o donarlo all’iniziativa del “libro sospeso” della libreria ex libris di Polla, ideatrice e promotrice dell’iniziativa, che si è ispirata alla pratica diffusa del “caffè sospeso napoletano”. Come gli avventori dei bar lasciano un caffè pagato a chi non può permetterselo, il libro sospeso segue la stessa logica. Così in libreria si acquistano due titoli: uno per sé, l’altro per un ragazzo sconosciuto dai 10 ai 18 anni. Il libro acquistato sarà preso in consegna dal libraio e consegnato a un ragazzo che si recherà in libreria nel corso della settimana successiva. E chissà che non possano nascere anche nuove amicizie. Il donatore di cultura può infatti conoscere il nome del beneficiario o chiedendo in libreria o ricevendo una notifica sulla propria casella di posta elettronica.

E la lettura diventa momento di condivisione. Quella condivisione tanto raccomandata da san Gabriele, soprattutto al padre ogni volta che scriveva a casa. Gabriele quanto era povero per sé altrettanto era impegnato che non mancasse nulla agli altri. “È tutt’occhi per spiare i bisogni di ognuno”. Nel piatto dove a tavola si lasciava la mortificazione per i poveri metteva sempre i bocconi migliori, perché “ai poveri non si può dare lo scarto” diceva. E un po’ come a quei tempi, oggi in libreria a Polla è possibile condividere con chi è meno fortunato.

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