LA MISERICORDIA PRIMA DI TUTTO E TUTTI

fase “calda” del pontificato
di Gianni Di Santo
Pubblicato il 31 marzo 2017 12:17

Quello che dà più fastidio agli anti-Bergoglio è il Vangelo della misericordia. Uno stile, un annuncio, un ascolto, spesso una carezza a chi ne ha più bisogno, che sta cambiando profondamente la percezione di un cristianesimo amico dell’uomo e in dialogo con un mondo in frantumi

“In questo percorso risulta normale, anzi salutare, riscontrare delle difficoltà, che, nel caso della riforma, si potrebbero presentare in diverse tipologie di resistenze: le resistenze aperte, che nascono spesso dalla buona volontà e dal dialogo sincero; le resistenze nascoste, che nascono dai cuori impauriti o impietriti che si alimentano dalle parole vuote del ‘gattopardismo’ spirituale di chi a parole si dice pronto al cambiamento, ma vuole che tutto resti come prima; esistono anche le resistenze malevole, che germogliano in menti distorte e si presentano quando il demonio ispira intenzioni cattive (spesso ‘in veste di agnelli’). Questo ultimo tipo di resistenza si nasconde dietro le parole giustificatrici  e, in tanti casi, accusatorie, rifugiandosi nelle tradizioni, nelle apparenze, nelle formalità, nel conosciuto, oppure nel voler portare tutto sul personale senza distinguere tra l’atto, l’attore e l’azione». Le parole di Francesco giungono “quasi” inaspettate il 22 dicembre scorso, per quello che doveva essere un semplice augurio del santo padre alla curia romana. Invece, con la spontaneità che è nota a tutti, Francesco ha voluto mettere “il dito sulla piaga” su quelle che, almeno gli addetti ai lavori, chiamano le resistenze al suo pontificato.

Resistenze prima nascoste, oggi molto più evidenti. Anche se provenienti da settori minoritari della Chiesa, per lo più di stampo conservatore e tradizionalista. Dopo la famosa lettera dei “dubia” sull’Amoris Laetitia, firmata da quattro cardinali (Walter Brandmüller, Raymond L. Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner) consegnata lo scorso settembre, in cui si chiedevano spiegazioni su alcuni punti controversi dell’Esortazione apostolica post-sinodale, il clima si è surriscaldato. Lo stesso cardinale Burke (patrono dell’Or-dine di Malta, ora inviato nell’isola di Guam nel Pacifico per presiedere un processo canonico relativo a un caso di pedofilia riguardante l’arcivescovo dell’isola), si è intestato un insolito ultimatum al papa, subito dopo aver reso pubblica la lettera: “Deve chiarire i dubia o dopo l’Epifania potrebbe arrivare l’atto formale di correzione”.

Siamo entrati, dunque, nella fase “calda” del pontificato di Francesco. Una fase delicata in cui chi ha da dire qualcosa contro questo pontificato lo dirà e lo farà pesare in tutti i luoghi possibili. Le tante riforme interne alla Chiesa iniziate e quelle ancora da concludersi, il pontificato della misericordia che fa paura a chi mette davanti i propri occhi solo la parola verità, dottrina e dogma, la riforma morale della Chiesa e un calo di vocazioni che non ha precedenti, il Gesù umano e il Dio che comanda e punisce, il peccato e i peccatori, il ruolo delle donne, il sacro che abbaglia e il sacro che accoglie il soffio dello Spirito, il vecchio potere ecclesiale duro a morire e il fiorire di una Chiesa amica del mondo. Insomma, il Vangelo e la Chiesa, la salvezza e il potere. La battaglia è appena iniziata.

La riforma della curia, quella che il pre-Conclave del 2013 aveva chiesto, procede, seppur con metodica lentezza. La Chiesa, dice Francesco, è semper reformanda. E la riforma è efficace “solo e unicamente se si attua con uomini rinnovati” e non semplicemente con “nuovi” uomini.

Mentre il C9, il Consiglio dei cardinali creato da Francesco, continua a lavorare, alcuni passi sono stati compiuti. Lo Ior, innanzitutto, con l’istituzione della Ponti-ficia commissione referente per una riconosciuta trasparenza alla banca vaticana. È stato costituito il Comitato di Sicurezza finanziaria della Santa Sede, per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa. Il tutto per portare lo Ior all’adottamento regolare e all’adempimento completo di tutte le leggi standard internazionali sulla trasparenza finanziaria. E, di conseguenza, è stata consolidata l’Autorità di informazione finanziaria istituita da Benedetto XVI con motu proprio del 30 dicembre 2010 per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario. E, a completamento della riforma finanziaria, con motu proprio del 24 febbraio 2014, sono state erette la Segreteria per l’Economia e il Consiglio per l’Economia, in sostituzione del Consiglio dei 15 cardinali, con il compito di armonizzare le politiche di controllo riguardo alla gestione economica della Santa Sede e della Città del Vaticano. E ancora: è stata istituita la pontificia Commissione per la Tutela dei minori per promuovere la tutela della dignità dei minori e degli adulti vulnerabili. Nel giugno del 2015 è stata eretta la Segreteria per la Comunicazione con il compito di rispondere all’attuale contesto comunicativo, caratterizzato dalla presenza e dallo sviluppo dei media digitali. Con i due motu proprio del 15 agosto 2015 si è provveduto alla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio. Importante: con il motu proprio del 4 giugno 2016 (Come una madre amorevole) si è voluto prevenire alla negligenza dei vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori e adulti vulnerabili. È stato poi costituito il dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e il dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, affinché lo sviluppo si attui mediante la cura per i beni incommensurabili della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato. In questo dicastero sono confluiti, dal 1°gennaio 2017, quattro Pontifici consigli: Giustizia e Pace, Cor Unum, Pastorale dei migranti e Operatori sanitari.

Ma, al di là della riforma della curia, e delle inevitabili resistenze che si sovrappongono a essa, quello che dà più fastidio agli anti-Bergoglio è il Vangelo della misericordia. Uno stile, un annuncio, un ascolto, spesso una carezza a chi ne ha più bisogno, che sta cambiando profondamente la percezione di un cristianesimo amico dell’uomo e in dialogo con un mondo in frantumi.

La misericordia, prima ancora dei codicilli. È tutta qui la rivoluzione, e la speranza, di Jorge Mario Bergoglio.

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