IL CONTO CHE COSTA MENO E QUELLO GRATUITO…

di Bruno Scarano
Pubblicato il 2 giugno 2017 16:20

Apro questa rubrica con una buona notizia per i risparmiatori, non succedeva da qualche tempo: calano i costi medi del conto corrente. Così si pronuncia Bankitalia, da una sua indagine, infatti, evidenzia che la spesa effettiva di gestione di un conto corrente “rappresentativo” sia stata mediamente pari a 85 euro nel periodo 2010-2015 e a 77 euro nel 2015 ultimo anno di osservazione. La contrazione è attribuibile alla diminuzione degli oneri fissi e in particolare ai minori canoni annui. Nel dettaglio, Bankitalia, “calcola la spesa media di gestione di un conto corrente sostenuta da un campione rappresentativo di famiglie sulla base delle commissioni addebitate e dell’operatività documentata negli estratti conto di fine anno”. Negli ultimi cinque anni questa spesa è andata progressivamente calando con una discesa media dei costi pari al 3,4% annuale.

Questa diminuzione dei costi è dovuta in larga parte ai cosiddetti oneri fissi, in particolare per quel che riguarda il canone mensile. In discesa anche gli oneri variabili, conseguenza del calo medio delle singole operazioni effettuate allo sportello; da questo punto di vista, invece, un costo maggiore è stato rappresentato dalla crescita dell’operatività dei clienti.

Nel quinquennio, prosegue la Banca d’Italia, “le spese effettive di gestione riferibili ai conti di più recente apertura si sono ridotte più della media”. Ciò riflette soprattutto la diversa composizione del paniere di servizi bancari utilizzati in questi conti. Un contributo indicativo è dato anche dalla concorrenza fatta di offerte commerciali vantaggiose volte all’acquisizione di nuova clientela. Per non parlare poi, delle proposte di diversi istituti bancari che propongono i conti package cioè dei pacchetti tutto compreso nel canone: bancomat, carta di credito e multicanale per servizi telematici, riducendo di molto il costo medio di un conto corrente.

In alternativa, al conto tradizionale, vi è il Conto base, dove grazie a una convenzione sottoscritta qualche anno fa da ministero dell’Economia, Bankitalia, Abi e Poste, arriva definitivamente con il varo di un decreto da parte del Consiglio dei ministri (Cdm) che accoglie le regole fissate da una direttiva dell’Unione Europea (Ue). Il decreto definisce i criteri di trasparenza informativa e le caratteristiche del “conto di pagamento” ed è pensato per dare una maggiore tutela e minori costi soprattutto alle fasce svantaggiate.

Questo nuovo conto basic non potrà essere utilizzato per operazioni di gestione del risparmio ma è uno strumento per operazioni semplici quali, ad esempio, ricevere un bonifico o effettuare pagamenti.

Si tratta di un conto che non è molto pubblicizzato e fatto conoscere, tuttavia il conto è gratuito perché si rivolge a fasce di consumatori socialmente svantaggiate a cui il conto di base deve essere offerto senza spese. I criteri, di fatto, sono, però già presenti nella convenzione. Il fisco non applica i bolli e gli istituti garantiranno un costo zero per “i consumatori con un Isee in corso di validità inferiore a 8.000 euro” e per chi riceve “trattamenti delle pensioni fino all’importo lordo annuo di 18.000 euro“. Se si chiedono servizi ulteriori (o si supera il numero di operazioni) chiaramente scatterà un pagamento.

I servizi base che dovranno esse compresi del conto base vanno dalla ricezione di un bonifico sul proprio Iban alla possibilità di compiere pagamenti come utenze o tasse e dovrà anche essere compreso l’utilizzo di una carta di debito (bancomat). Non saranno quindi incluse tutte le operazioni connesse alla gestione del risparmio. Nei contratti del conto base dovrà essere chiaramente indicato il numero di operazioni entro le quali il conto corrente sarà gratis e quale sarà il costo delle singole operazioni una volta superata questa soglia.

Infine, raccomando ai risparmiatori non esperti nel settore, a fare molto attenzione quando aprono un conto corrente. Poiché a volte si registra, specie nelle Poste italiane, dove l’utenza è costituita da anziani, la sottoscrizione di una polizza a protezione salute o danni. Vi ricordo che in questi casi si tratta di un prodotto facoltativo e non obbligatorio al fine dell’apertura conto. Se l’operatore insiste, chiamate il direttore della filiale e fate presente della pressione commerciale.

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