I “VAMPIRI” DEL WEB

un’abitudine pericolosa
di L C
Pubblicato il 1 luglio 2017 13:17

Un preadolescente su 2 dichiara di navigare su Internet durante la notte all’insaputa dei genitori, mentre 1 su 3 è stato adescato da un adulto attraverso profili fake. In una parola, parliamo del vamping, l’ultima moda online che dopo adulti e adolescenti ha finito per catturare anche i giovanissimi di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. A dipingere un quadro dalle tinte fosche, purtroppo, è la recente indagine su Internet e minori in Italia condotta da Eset, un’azienda dedicata allo sviluppo di soluzioni di sicurezza altamente performanti sia per utenti privati, sia per aziende, orientate all’individuazione e alla rimozione di tutte le forme già conosciute ed emergenti di malware (virus, phishing, spam). Si chiama Io Navigo Sicuro – lezioni di Cyber Security e ha come obiettivo sensibilizzare gli alunni, i docenti, i genitori e i dirigenti scolastici delle scuole medie sulle opportunità che l’utilizzo di Internet offre e le insidie che esso nasconde.

Naturalmente vamping sta per vampiro, lo spettro che secondo una superstizione di origine slava torna a vivere di notte, mentre tutti gli altri dormono… E naturalmente, come spesso accade nel nostro Stivale, è un fenomeno che abbiamo “importato” dal paese a stelle strisce, come spesso ci capita, nel bene e nel male… In pratica secondo l’indagine i teenager aspettano che il buio e quindi la stanchezza mandino a nanna i genitori per poi “prendere forma” sui social a mo’ di vampiri della rete. Il tutto restando connessi per molte ore e utilizzando finti profili social che non sono controllabili dai genitori ma nello stesso tempo diventano facile preda degli adescatori online. Infatti il 35% dei ragazzini ha ammesso di essere finito nella trappola del grooming, cioè di essere stato adescato da un adulto attraverso un profilo fake. Ma qual è l’utilizzo di Internet preferito nel cuore della notte? Ecco cosa rivela l’indagine: WhatsApp (95%), i nuovi social network come musical.ly (78%) e i giochi online come Clash Royale (65%). Il 90%, però, ha confessato di condividere sui social con sconosciuti contenuti privati e informazioni personali. E nel frenetico smanettamento notturno sulla tastiera di un tablet o di uno smartphone gli “incidenti” più frequenti commessi sono l’abbonamento involontario a servizi a pagamento (80%) e le infezioni dei  software malevoli.

“Abbiamo riscontrato tra i genitori – afferma Massimiliano Ghelli, Technical Specialist di Eset Italia – una sensazione di inadeguatezza nel far fronte alle capacità tecnologiche dei ragazzi, reputati troppo più bravi nell’uso dei nuovi dispositivi. Durante le lezioni del Progetto Io Navigo Sicuro, ha destato molto scalpore la dimostrazione di quante informazioni vengono condivise dai giovanissimi sui social e che possono diventare potenzialmente pericolose nelle mani sbagliate”.

Purtroppo o per fortuna, secondo i punti di vista, l’avanzata della comunicazione digitale si è fatta inarrestabile. Un fiume in piena che travolge o coinvolge chiunque incontri nel suo scorrere. Un dato su tutti: il 24 agosto 2015 Mark Zuckerberg, uno dei giovani “papà” del social network più noto al mondo ha dato la notizia che un miliardo di persone ha utilizzato Facebook nello stesso giorno. Cosa fare, dunque? Il progresso non può e non deve essere fermato, anche perché rappresenta un illuminante prova del potere della mente umana. Nello stesso tempo, però, tutti quanti, nessuno escluso, abbiamo l’obbligo e il dovere di orientare il nuovo che avanza a favore dell’uomo.                                       L C

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