100 GIORNI AGLI ESAMI

di Lorenzo Mazzoccante
Pubblicato il 31 marzo 2017 12:15

Circa 10 mila ragazzi prossimi alla maturità, lunedì 13 marzo, hanno invaso il santuario di San Gabriele per il tradizionale rito dei 100 giorni agli esami, la ricorrenza che segna l’inizio del count-down che li condurrà a uno dei momenti più impegnativi della loro carriera scolastica.

Ore 7,30. Sul piazzale compaiono i primi studenti. Sono Enrico e Giovanni che hanno portato anche una “fornacella” per cuocere gli arrosticini che si sono portati da casa. Nell’attesa di essere raggiunti dai loro compagni di scuola giocano a scacchi su un tavolino posticcio. Frequentano un liceo scientifico sperimentale e parlano con entusiasmo della loro scuola. Sono venuti a San Gabriele perché prima di una grande prova quale sarà l’esame di maturità si cerca ogni aiuto possibile, soprattutto quella di un giovane santo come Gabriele.

Poco più in là c’è un gruppo di ragazze. Si chiamano Giorgia, Sara, Lorenza e Giulia e frequentano il classico. Sono arrivate addirittura alle 7.00 e hanno montato già una tenda. Mentre raccontano delle ansie e dei timori per la grande prova che le attende, arrivano due persone con tanto di tesserino che chiedono di poter controllare la tenda per sincerarsi che non ci siano alcolici. La visita del personale di sicurezza si conclude rapidamente e con tanta cortesia.

Alle 9.00 comincia ad arrivare la massa dei ragazzi. Hanno un momento di accoglienza sotto un gazebo dove possono fare la foto, subito pubblicata su Facebook. In un secondo gazebo ricevono tutte le istruzioni per la giornata e un foglio con i canti e anche la preghiera dello studente stampata sul retro dell’immagine di san Gabriele, da ritagliare e portare con sé agli esami. L’accoglienza è fatta da giovani passionisti e passioniste (probandi, novizi, studenti) venuti da ogni parte d’Italia.

La maturità è un po’ un rito di passaggio, un momento decisivo che i giovani vivono con molta ansia e timore per le scelte di vita che devono fare e perché ogni esame è sempre un’incognita. Lo dicono anche Eleonora, Silvia, Sharon e Ilaria. Sono quattro ragazze che studiano al liceo linguistico e la ma-tematica fa tanta paura. Hanno appena scritto un preghiera al santo perché – dicono – “Lui è uno studente doc come noi”. Sharon parla dello sconvolgimento rappresentato dal terremoto, dalla neve e dal black-out che nell’ultimo periodo ha interessato il centro Italia.

Anche Martina di Giulianova studia lingue. Dice che si sta divertendo, ma aggiunge “mette ansia pensare che tra 100 giorni sarò sui banchi per la prima prova d’esame: sarà bruttissimo”. Vorrebbe diventare hostess di volo.

Vincenzo e Lorenzo, giovani del liceo scientifico di Roseto, dicono di confidare molto in San Gabriele: “è il santo dei giovani e ha studiato per tutta la vita. Costituisce un esempio per noi. Siamo venuti al santuario perché san Gabriele è un punto di riferimento”.

Tra gli studenti c’è anche qualche giovane adulto che per vari motivi ha dovuto lasciare gli studi per riprenderli solo in seguito. Tra questi c’è Lucia di Nereto. È una giovane donna, madre di due bambine di 10 e 9 anni. È venuta anche lei a celebrare questi 100 giorni e lo dice con una punta di commozione. Stava studiando ragioneria e doveva diplomarsi 12 anni fa, ma, avuto il dono della maternità, aveva dovuto rimandare il diploma. Ora con due figlie in età scolare, anche lei si è rimessa sui libri e finalmente sta per raggiungere questo traguardo. Dice di sentirsi un po’ a disagio vista la giovane età dei più, ma come resistere al fascino che san Gabriele esercita sui giovani e sui devoti? Proprio lei che, da bambina, è stata pure graziata da san Gabriele?

Ci sono anche giovani che non frequentano abitualmente la chiesa, ma a cui piace l’idea di trascorrere un giorno insieme agli studenti di altre scuole per condividere un momento di svago prima del rush finale.

Intanto in chiesa inizia la messa presieduta dal padre Federico Di Saverio, sacerdote da appena 3 mesi; nell’omelia attira l’attenzione dei giovani raccontando il suo percorso di giovane alla ricerca della felicità. L’ha trovata nel sacerdozio. “Il segreto – dice – sta nel donarsi”.

Terminata la messa ci si affolla all’esterno per la benedizione delle penne. È un rito che carica di gioia e speranza. È un mare di volti e colori, una marea gioiosa che fluttua verso il luogo dal quale tre sacerdoti impartiranno la benedizione per tutti i giovani e per le loro penne. È ancora padre Federico ad elevare la preghiera di benedizione al Signore per l’intercessione di san Gabriele e ad ammonire che la benedizione non è un rito scaramantico e che niente può sostituire l’impegno personale. I giovani sembrano assetati di acqua santa. Molti esibiscono mazzetti colorati di penne perché magari poi una non scrive, oppure perché bisogna portarla all’amico o al cugino che oggi proprio non è riuscito a venire in santuario.

Ore 14,30. In cripta inizia la preghiera. Un giovane passionista introduce la Croce e insieme a una giovane suora anima la preghiera fino a quando il padre Francesco Di Feliciantonio, responsabile della pastorale giovanile del santuario, chiuderà la preghiera impartendo la benedizione.

Sono ormai le 16,00 e i giovani prendono un piccolo segno, un cuore passionista stilizzato che porteranno con sé il giorno degli esami. Riempiono i loro zaini di speranza e partono con la consapevolezza che da domani i giorni saranno solo 99.

 

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